Russa versione

Novità

  • Anton Čechov

    L'isola di Sachalin

    Traduzione dal italiano: Valentina Parisi
    Milano, Adelphi. 2017

    Il viaggio "al confine della geografia": Anton Čechov (dettagli del ritratto: il passaporto, un revolver Smith & Wesson, una bottiglia di cognac), gli amici scettici e le battute nel momento della partenza ("Se non torno mia sorella Maria pagherà i miei debiti"). 81 giorni di strada, compresi 11 giorni di navigazione sul magico Amur; gli Urali; "la poesia siberiana che regna dopo il lago Baikal"; l’apoteosi dei fiumi russi e il battello a vapore che approda sull’isola della katorga russa. "L'anima è invasa da quel sentimento che, forse, ha già provato Odisseo mentre navigava per mari sconosciuti"; "Ho visto tutto", avrebbe scritto C. all’amico Suvorin due mesi dopo. L’isola di Sachalin, un testo concepito sotto forma di ibrido tra appunti di viaggio e una ricerca scientifica, ora fa parte dei travelogue classici della narrativa russa. Molti ritennero che l’autore meritasse la promozione al dottorato di ricerca, ma il tentativo non riuscì; "L’amante (la letteratura) ha finalmente sconfitto la moglie (la medicina)", reagì Chechov ridendo quando gli fu comunicata la notizia.

  • Sergej Dovlatov

    Taccuini

    Traduzione dal russo: Laura Salmon
    Palermo, Sellerio. 2016

    Sergej Dovlatov, straordinario umorista leningradese di origine ebraico-armena, distingueva tra il narratore e lo scrittore. «Il narratore parla di come la gente vive, lo scrittore del motivo per il quale vivere». Lui si sentiva un narratore.

    "Le cose divertenti, Sergej non le inventava – scrisse di lui un amico – le trovava. Scovava l’umorismo esattamente nei luoghi in cui nessuno l’avrebbe cercato". Fu costretto a emigrare alla fine degli anni Settanta dall’Unione Sovietica per il suo atteggiamento anticonformista e per quello che scriveva (racconti clandestini sulla sua vita di letterato spiantato in giro tra i paradossi quotidiani, di cui era contemporaneamente protagonista e narratore). Quando andò in esilio a New York non dovette cambiare di molto l’ispirazione del suo umorismo; i temi universali: l’uomo, l’assurdo, la grandezza poetica di chi resiste nel suo piccolo all’omologazione, il "regime" vero interno a ciascuno ossia la piattezza esistenziale. Il suo sguardo spogliava ridendo il totalitarismo burocratico del socialismo realizzato, e successivamente il consumismo immemore del capitalismo senz’anima. E in entrambi i casi il suo amaro sorriso riesce in una specie di miracolo lirico: una forza scettica, paradossale, che destruttura il senso comune, a mostrare l’assurdo cuore del conformismo, ma che contemporaneamente trasmette un inebriante desiderio di tolleranza, di fratellanza con tutti. Dovlatov chiamava questo "il sorriso della ragione".

    I Taccuini comprendono due parti: Solo per Underwood (Leningrado1967-1978) e Solo per IBM (New York1979-1990). Sono miniature e frammenti in cui si fondono il racconto breve, l’aforisma, l’aneddoto, la parodia per ritrarre i personaggi che popolavano le giornate dell’autore e la storia del suo paese. Assieme formano l’affresco di una stagione culturale, per diversi motivi esemplare, tra l’URSS al tramonto e l’esilio. Ma, ben oltre il tempo e lo spazio in cui si collocano, resta il tipico aroma di tutte le cose scritte da questo autentico erede della tradizione classica russa: la divertita e un po’ malinconica saggezza dello scettico.

  • Andrej Astvacaturov

    Naked People

    Traduzione dal russo: Giulia Marcucci
    Gorizia, Corpo60. 2016

    Naked People – il romanzo d'esordio di Andrej Astvatsaturov, filologo, studioso di Henry Miller. Molti hanno paragonato lo stile di Astvatsaturov con quello di Woody Allen o di Sergej Dovlatov per la leggerezza, il tono confidenziale, il gran senso di autoironia nonchè il talento di raccontare briefly le cose fondamentali. Tutto porta a credere che il libro, scritto nel 2009 e tradotto ben sei anni dopo, esce nel momento giusto, nel momento in cui "non vedere", ovvero coprire le statue "nude" ("naked people", appunto) con i pannelli per la questione della correttezza politica si presenta come una soluzione par excellence contro tutte le divergenze socioculturali.

  • Lev Tolstoj

    Lo ieromonaco Eliodoro

    Traduzione dal russo: Chiara Munerato
    Venezia, Damocle Edizioni. 2015

  • Ritanna Armeni

    Di questo amore non si deve sapere. La storia di Inessa e Lenin

    Firenze, Ponte alle Grazie. 2015

  • Serena Vitale

    Il defunto odiava i pettegolezzi

    Milano, Adelphi. 2015

    "Aveva l'espressione con cui si comincia a vivere, non si finisce". Con questa frase di Pasternak, proposta a mò di epigrafe, inizia il saggio di Serena Vitale dedicato ad uno dei personaggi più espliciti e nello stesso tempo più controversi della letteratura del Novecento. In effetti, tra i poeti sovietici Vladimir Majakovskij risulta forse più "moderno", più vicino alla mentalità di oggi, sopratutto se alla sua vita e alle sue opere (metafore nitide "da slogan", ritmo ferreo delle strofe, azioni stravaganti, esistenza tra amore libero, viaggi chic all'estero e minimalismo "alla sovietica") aggiungeremo anche il mistero della morte. Il 14 aprile 1930 "l'oceanica notizia" del suicidio di Vladimir Majakovskij si diffonde per Mosca e dintorni; migliaia di persone partecipano ai funerali; tra i colleghi e gli amici alcuni sembrano sconvolti, mentre gli altri attribuiscono la colpa, bensì indirettamente, all'insuccesso della messa in scena del testo "Banja", all'esistenza marginale nonchè all'infelice storia d'amore tra Majakovskij e l'attrice Veronika Polonskaja. Avendo ricostruito con cura e attenzione le vicende degli ultimi giorni dell'autore di "La nuvola in pantaloni", caduto in disgrazia sul piano politico per poi, dopo la propria scomparsa diventare uno dei portavoci del regime staliniano, Serena Vitale esamina tutti i particolari della vita del poeta, senza perdere di vista il fenomeno stesso del suicidio come forma di anticipare la morte in una società condannata ad essere immortale.

  • Anton Čechov

    Incontrare la primavera

    Traduzione dal russo: Chiara Munerato
    Venezia, Damocle Edizioni. 2015

    "La primavera porta con sé l’amore, ma l’amore porta con sé “tanta felicità, tanta pena!” Nei nostri disegni la primavera tiene un amorino ad una funicella. E fa bene. Anche in amore ci vuole disciplina; e che avverrebbe, se slegasse Amore, gli desse, a quella canaglia, la libertà?" Un breve scritto čechoviano del 1882 è ora edito da Damocle a cura di Chiara Munerato; testo originale a fronte.

  • Evgenij Popov

    Arbeit. Un'ampia tela

    Traduzione dal russo: Giulia Marcucci
    Gorizia, Corpo60. 2014

    L'edizione italiana in formato e-book dello sperimentale "romanzo-internet" di Evgenij Popov, uscita nell’attenta traduzione e cura di Giulia Marcucci, include lo scritto introduttivo a firma della traduttrice, nonché le illustrazioni di Marina Giarelli e due ritratti dello scrittore realizzati da Andrej Pozdeev. Delle tante repliche, risposte e provocazioni, che gli innumerevoli lettori hanno inviato allo scrittore sul suo blog, Popov presenta nella versione cartacea un libro aperto, con una galleria di personaggi e situazioni in una Russia i cui limiti temporali tra passato e futuro sembrano perdersi e confondersi.

  • Konstantin Paustovskij

    Il destino di Charles Lonceville

    Traduzione dal russo: Paola Ferretti
    Doria di Cassano Jonio, La Mongolfiera. 2014

  • Svetlana Aleksievič

    Tempo di seconda mano

    Milano, Bompiani. 2014

    "Per me non è tanto importante che tu scriva quello che ti ho raccontato, ma che andando via ti volti a guardare la mia casetta, e non una ma due volte". Così si è rivolta a Svetlana Aleksievič, congedandosi da lei sulla soglia della sua chata, quella contadina bielorussa. La speranza di avere affidato il racconto della sua vita a qualcuno capace di vero ascolto non poteva essere meglio riposta. Far raccontare a donne e uomini, protagonisti e vittime e carnefici, un dramma corale, quello delle "piccole persone" coinvolte dalla Grande Utopia comunista, che ha squassato la storia dell’URSS-Russia per settant'anni e fino a oggi, è il cuore del lavoro letterario di Svetlana Aleksievič. Questo nuovo libro, sullo sfondo del grande dramma collettivo del crollo dell’Unione Sovietica e della tormentosa e problematica nascita di una "nuova Russia", costituisce il coronamento ideale di un lavoro di trent'anni: qui sono decine i protagonisti-narratori che raccontano cos'è stata l'epocale svolta tuttora in atto: contadini, operai, studenti, intellettuali, dalla semplice militante al generale, all'alto funzionario del Cremlino, al volonteroso carnefice di ieri forse ormai consapevole dei troppi orrori dello spietato regime che serviva. Nonché misconosciuti eroi sovietici del tempo di pace e del tempo di guerra, i quali non sanno rassegnarsi al tramonto degli ideali e alle mediocri servitù di un'esistenza che, rispettando solo successo e denaro, esclude i deboli e gli ultimi. È uno spaccato della tramontata "civiltà sovietica", quasi un’enciclopedia dei sogni dell'"uomo rosso", fecondata dal dono che ha l'autrice di saper penetrare l'anima di coloro che hanno vissuto quell'epoca anche esaltante e stentano oggi ad adattarsi a un "tempo di seconda mano". (http://www.bompiani.eu) 

  • Vladimir Sorokin

    La giornata di un opričnik

    Traduzione dal russo: Denise Silvestri
    Roma, Atmosphere Libri. 2014

    Il racconto lungo La giornata di un opričnik risale al 2006. Il protagonista Andrej Komyaga è un soldato della guardia speciale, mano destra del Principe con la quale quest’ultimo schiaccia i propri avversari. Le giornate di Komyaga trascorrono nella Russia del futuro non tanto lontano (per non dire imminente) che si trasforma periodicamente nel presente o addirittura si precipita nel cupo e crudele passato. La famigerata troika Rus', che nel corso del Novecento fu prima rubata dai guerrieri rivoluzionari e poi addirittura lasciata senza nessun controllo sui ricchi pascoli della "libertà", è di nuovo sellata da un Principe severo, paziente e savio. I cittadini di questo paese non hanno niente a che fare con i "vecchi credenti"; eppure sono un popolo di nuova formazione che ha percepito fino in fondo la validità della trilogia "autocrazia-ortodossia-risorse naturali". La vita di questa Russia non corre da nessuna parte, e perciò è felice; una chiara antitesi al "tramonto" dell'Europa che vive nel fervore del costante progresso. Il testo conferma il dono di Sorokin di saper guardare attraverso il tempo e comporre delle costruzioni irripetibili, abbaglianti nella loro geniale semplicità, a volte satiriche e a volte no, con l'uso dei dettagli offerti dall'attualità e dalla memoria individuale e collettiva. In Russia il libro è stato promosso tra i finalisti di alcuni tra i più prestigiosi premi nazionali, ma non ha vinto nulla; forse a causa dell'implicita preoccupazione che la profezia sia troppo vicina alla realtà.

    È fuori dubbio, comunque, che questa civilization, frutto dell'immaginazione ma anche del pensiero filosofico di Sorokin-artista, lo abbia interamente appassionato: più tardi alla serie fanno seguito i libri Sakharnyj Kreml' ("Il Cremlino di zucchero"), Metel' ("La tempesta di neve"), nonchè il recentissimo Telluria, il quale offre al lettore una mappa del mondo russo e europeo all'epoca del frazionamento post-capitalista.

  • Ol'ga Slavnikova

    Light Head

    Traduzione dal russo: Emanuela Bonacorsi
    Roma, Fandango. 2014

  • Sergej Gandlevskij

    La ruggine e il giallo

    Traduzione dal russo: Claudia Scandura
    Roma, Gattomerlino Superstripes. 2014

  • Marina Cvetaeva

    Taccuini 1919-1921

    Traduzione dal russo: Pina Napolitano
    Roma, Voland. 2014

  • Pavel Basinskij

    Fuga dal paradiso

    Traduzione dal russo: C. Cadamagnani
    Roma, Castelvecchi. 2014

  • Fazil' Iskander

    L'energia della vergogna

    Traduzione dal russo: Emanuela Guercetti
    Milano, Salani. 2014

  • Evgenij Vodolazkin

    Lauro

    Traduzione dal russo: Emanuela Bonacorsi
    Bologna, Eliott. 2013

  • Marietta Čudakova

    Michail Bulgakov. Cronaca di una vita

    Traduzione dal russo: Claudia Zonghetti
    Bologna, Odoya. 2013

  • Viktor Šklovskij,Vsevolod Ivanov

    Iprite

    Traduzione dal russo: Giulietta Greppi
    Bologna, Meridiano zero. 2013

  • Igor Sachnovskij

    L'uomo che sapeva tutto

    Traduzione dal russo: Mario Alessandro Curletto
    Bologna, Meridiano zero. 2013

  • Aleksandr Čajanov

    Lo specchio veneziano

    Traduzione dal russo: Giulia Gigante
    Roma, Eliott. 2013

  • Marija Elifërova

    Morte di un autore

    Traduzione dal russo: Massimo Pianta
    Roma, Voland. 2013

    Il genere del romanzo, difficilmente soggetto alle rigide caratteristiche, è definito dall'autrice stessa come thriller filologico. L'evento emesso nel titolo accade ancor prima dell'inizio del libro: l'annuncio della rivista londinese Times del 19 dicembre 1913 informa il lettore dell'avvenuta morte dello scrittore Alistair Mopper, conosciuto come autore del clamoroso romanzo Il boiardo Miroslav; una morte strana, i cui motivi (suicidio? crimine? incidente?) sono avvolti nella nebbia del mistero. La trama, presentata nella forma del mosaico di differenti "voci", da annunci sui giornali a interviste e lettere, coinvolge il lettore a scoprire la vita e l'opera di Mopper riflesse in centinaia di specchi. Piazzarli (formando una polifonia complessa di immaginarie testimonianze: tra i corrispondenti di Mopper, ad esempio, incontriamo Somerset Maugham e Herbert Wells) è stato il delicato compito dell'autrice Marija Elifërova; ma questo è il caso in cui la libertà del lettore è tutto merito di chi, restando dietro il sipario, non si fa vedere.

  • Vladimir Sorokin

    La coda

    Traduzione dal russo: Pietro A. Zvetermich
    Parma, Guanda. 2013

  • Aleksej Nikitin

    Istemi

    Traduzione dal russo: Laura Pagliara
    Roma, Voland. 2013

    Nel 1984, alla vigilia della perestrojka, cinque studenti del secondo anno della Facoltà di radiofisica di Kiev inventano un gioco coinvolgente che si svolge sui territori dell'Unione Sovietica e dell'Europa dell'Est divisi in paesi immaginari a cui danno nomi, statistiche, strategie diplomatiche, industrie pesanti e leggere. Così sulle terre sovietiche e adiacenti appaiono un califfato, un canato, un regno, un impero ed una confederazione. La vicenda viene presto svelata su delazione dagli appositi organi del Ministero degli interni; punizione: due mesi d'interrogatorio ed espulsione dall'istituto. Ma la storia non finisce qui. Venti anni dopo, nel 2004, uno dei partecipanti, l'io narrante Saša Davydov riceverà una mail anonima; il gioco verrà magicamente ripreso in realtà diverse e con ben altre conseguenze.

  • Venedikt Erofeev

    Mosca-Petuški. Poema ferroviario

    Traduzione dal russo: Paolo Nori
    Macerata, Quodlibet. 2013

  • Evgenij Zamjatin

    Noi

    Traduzione dal russo: Alessandro Niero
    Roma, Voland. 2013

  • Michail Saltykov-Sčedrin

    Fatti d’altri tempi nel distretto di Pošechon’je

    Traduzione dal russo: Gigliola Venturi
    Macerata, Quodlibet. 2013

  • Vladimir Kantor

    Morte di un pensionato

    Traduzione dal russo: Emilia Magnanini
    Amos Edizioni. 2013

  • Andrej Volos

    Churrama­bad

    Traduzione dal russo: Sergio Rapetti
    Milano, Jaca Book. 2013

  • Viktor Nekrasov

    Nelle trincee di Stalingrado

    Traduzione dal russo: Vittorio Nadai
    Roma, Castelvecchi. 2013

  • Emmanuel Carrère

    Limonov

    Milano, Adelphi. 2012

    Limonov non è un personaggio inventato. Esiste davvero: "è stato teppista in Ucraina, idolo dell'underground sovietico, barbone e poi domestico di un miliardario a Manhattan, scrittore alla moda a Parigi, soldato sperduto nei Balcani; e adesso, nell'immenso bordello del dopo comunismo, vecchio capo carismatico di un partito di giovani desperados. Lui si vede come un eroe, ma lo si può considerare anche una carogna: io sospendo il giudizio" si legge nelle prime pagine di questo libro. E se Carrère ha deciso di scriverlo è perché ha pensato "che la sua vita romanzesca e spericolata raccontasse qualcosa, non solamente di lui, Limonov, non solamente della Russia, ma della storia di noi tutti dopo la fine della seconda guerra mondiale". La vita di Eduard Limonov, però, è innanzitutto un romanzo di avventure: al tempo stesso avvincente, nero, scandaloso, scapigliato, amaro, sorprendente, e irresistibile. Perché Carrère riesce a fare di lui un personaggio a volte commovente, a volte ripugnante – a volte perfino accattivante. Ma mai, assolutamente mai, mediocre. Che si trascini gonfio di alcol sui marciapiedi di New York dopo essere stato piantato dall'amatissima moglie o si lasci invischiare nei più grotteschi salotti parigini, che vada ad arruolarsi nelle milizie filoserbe o approfitti della reclusione in un campo di lavoro per temprare il "duro metallo di cui è fatta la sua anima", Limonov vive ciascuna di queste esperienze fino in fondo, senza mai chiudere gli occhi, con una temerarietà e una pervicacia che suscitano rispetto. Ed è senza mai chiudere gli occhi che Emmanuel Carrère attraversa questa esistenza oltraggiosa, e vi si immerge e vi si rispecchia come solo può fare chi, come lui, ha vissuto una vita che ha qualcosa di un "romanzo russo". (adelphi.it)

    Militante sul fronte del male. Un’ intervista con Emmanuel Carrère (di Francesca Borrelli, "Le parole e le cose")

  • Alisa Ganieva,Igor Savelyev,Anna Lavrinenko,Aleksei Lukianov

    Il secondo cerchio

    Traduzione dal italiano: Mario Alessandro Curletto, Elena Chessa
    Milano, Feltrinelli. 2012

    "Il secondo cerchio" raccoglie quattro romanzi brevi di giovani scrittori russi che entrano da protagonisti nella realtà e nella letteratura del loro paese. In comune hanno l'età e il potente desiderio di raccontare un tempo di incertezze e mutamenti. Completamente estranei all'eredità sovietica, questi autori segnano un punto di svolta rispetto alla precedente generazione, che alla lotta contro il regime ha consacrato tutta la propria esperienza creativa. Non si pensi però a un movimento o a una nuova avanguardia. I quattro sfuggono ai canoni letterari vecchi e nuovi: provengono da storie personali e contesti geografici diversi, propongono stilemi e tematiche originali e intendono fornire un'espressione letteraria riferita a un'esperienza unica, il trauma del primo impatto con la vita adulta. C'è il racconto di Alisa Ganieva, del Daghestan, incentrato sul meticciato culturale con l'Islam; l'on the road in autostop di Igor Savelyev per le strade della sconfinata provincia russa; l'ironica presa in giro della propaganda nel racconto di Aleksej Lukjanov; e ancora, finalmente, la vita quotidiana e l'amore di Anna Lavrinenko. Selezionati tra migliaia di proposte, questi lavori sono stati insigniti del premio Debut, istituito dalla fondazione Pokolenie; la loro prosa testimonia la nuova forza e il nuovo slancio della letteratura russa. (lafeltrinelli.it)

  • Zachar Prilepin

    Il peccato

    Traduzione dal russo: Nicoletta Marcialis
    Roma, Voland. 2012

    Un romanzo fatto di frammenti. Dieci storie ispirate alla vita di Zachar Prilepin prima che diventasse scrittore di successo. Zachar ragazzino, alle prese con i primi turbamenti erotici. Zachar che vive alla giornata. Zachar che cambia mille mestieri, scarica camion e scrive poesie. Zachar becchino e buttafuori. Zachar innamorato. Zachar padre. Zachar sergente in Cecenia. Zachar che trabocca d’amore per la vita, ma vive nel pensiero della morte, nell’idea che per sconfiggere la ripugnante, vergognosa paura della morte occorra sfidarla, andarle incontro, farne una scelta consapevole. Zachar ossessionato dalla paura dell’umiliazione. Zachar umiliato. Rifratta nelle tessere di un mosaico emerge la personalità di un eroe scisso, che ha fatto della virilità un epos, pur cogliendone l’intima fragilità, e finirà schiacciato sotto il peso di una visione acuta e tragica dei destini della Russia post-socialista.

    Con questo romanzo lo scrittore ha vinto nel 2011 il Super National Bestseller Award come miglior libro degli ultimi dieci anni in Russia. (http://www.voland.it)

     

  • Michail Elizarov

    Cartoni

    Traduzione dal russo: Giulia Marcucci
    Roma, Atmosphere Libri. 2012

    Siamo nel 1988 quando il protagonista, un ragazzino di nome German abbandona insieme ai genitori il piccolo paese per trasferirsi nella periferia di una metropoli russa. Qui stringe amicizia con una banda di teppistelli i quali lo soprannominano Rambo per la sua abilita nelle risse. I ragazzi decidono di spillare denaro a passanti solitari formando dapprima una, poi due squadre con altrettante presenze femminili: Anja e Sveta. Le ragazze aprono la pelliccia e restano nude; per questo spettacolino denominato "cartoni", i malcapitati devono pagare. Ma un bel giorno la banda viene denunciata da un giovane "secchione" maltrattato dai ragazzi: tutti riescono a darsela a gambe tranne German. Catturato dagli sbirri, tra cui il grasso Baffi a Ferro di cavallo, finisce in una misteriosa Stanza minorile della polizia. Ad accoglierlo trova l'ispettrice capo Olfga Viktorovna Danfko. German rimane molto colpito dalle foto che vede appese alle pareti dell'ufficio della donna, in particolare da quella di colui che a breve entrerà nella stanza per mostrargli una filmina: si tratta di Aleksej Arkadevi. Raziumovskij. German è costretto a visionare delle immagini commentate da Raziumovskij che narrano la storia personale di quest'uomo da bambino, del piccolo Alesa e degli efferati crimini da lui compiuti in una vetreria. Si tratta della storia della sua "rieducazione" avvenuta per merito di un pedagogo che a sua volta da piccolo aveva smarrito la retta via. La filmina termina con la storia di German in persona che, sottoposto a questo vero e proprio lavaggio del cervello, prova vergogna nel vedere sullo schermo una storia che in tanta parte gli appartiene. D'un tratto, la forte luce del proiettore costringe German ad aprire gli occhi: che sorpresa scoprire di trovarsi in una stanza d'ospedale, con a fianco la propria madre premurosa. La storia nella storia si conclude e torniamo nel presente: German viene dimesso dopo gli attacchi di epilessia, il medico Bo.ko che lo visita successivamente si serve di un taumatropio per giungere a conclusioni più precise sul suo caso. Intanto, il ragazzino torna a scuola, cerca gli amici di sempre - Anja, Sveta, il Pelato, il Culturista e gli altri della banda -, ma invano. Il racconto si dipana negli anni fino all'università e delle strane coincidenze che continuano a ripetersi nella sua vita, finché tutti i tasselli del puzzle si ricompongono in un finale ottimista che racconta dell'ennesima crisi d'epilessia al termine della quale sarebbe spuntata di nuovo la luce. (http://www.atmospherelibri.it)

  • Andrej Astvacaturov

    Il museo dei fetidi

    Traduzione dal russo: Giulia Marcucci
    Pisa, Felici Editore. 2012

    Un viaggio dentro un’infanzia chiusa, limitata, oppressiva che incute addirittura orrore; sullo fondo, una Leningrado che non esiste più, spazzata via da una travolgente globalizzazione.

  • Gian Piero Piretto

    La vita privata degli oggetti sovietici

    Milano, Sironi. 2012

    La storia degli oggetti "cult" dell'epoca sovietica, compilata dal noto slavista Gian Piero Piretto e accompagnata dalle splendide foto capaci di fare da guida a ognuno che volesse prendere il largo del mare chiamato "vita quotidiana" dell'URSS, un'Atlantide misteriosa che continua a esistere, sebbene politicamente scomparsa, negli spazi socio culturali della Russia di oggi.

  • Andrej Platonov

    Cevengur

    Traduzione dal russo: Ornella Discacciati
    Torino, Einaudi. 2015