Russa versione

Vladimir Sorokin

La giornata di un opričnik

Ricerca

[]

Lev Danilkin

Vladimir Sorokin e la sua commedia sociale

Il libro di Vladimir Sorokin La giornata di un opričnik è un'antiutopia comica, una caricatura della futura Russia. L'azione si svolge negli anni 20 del XXI secolo nella Russia in cui è stata restaurata la dittatura che fedelmente riproduce i rilevanti esempi del passato con riferimento basilare, non sulla Russia staliniana bensì a quella di Ivan il Terribile: è quindi una monarchia di ceto, con largo ricorso a varie forme di pene corporali. A separare il paese dall'Occidente non è un emblematico sipario di ferro ma una muraglia vera e propria. Il protagonista del romanzo, di nome Komjaga, è un opričnik, ossia lottatore patentato contro qualsiasi tipo di sovversivismo democratico, simbolo vivente del regime odioso, di esemplarità paragonabile all'incarcerato Ivan Denisovič, protagonista del noto racconto di Aleksandr Solženicyn; all'opera di Solženicyn si riferisce anche la forma narrativa basata sulla descrizione degli eventi di una giornata. Il dialogo con Solženicyn diventa dunque esplicito, con l’unica "perversione" racchiusa nel fatto che tutte le qualità "decenti" descritte nell’opera solzhenicyana sono sbandieratamente rimpiazzate da Sorokin con quelle indecenti: il testo è quindi pieno di scene di violenza, stupri, orge omosessuali, uso di droga e così via, tutte comunque descritte con spirito, a differenza dei rispettivi passaggi di Ivan Denisovič.

Per molti anni Vladimir Sorokin ha goduto della riputazione del più inflessibile avanguardista esponente dell'avanguardismo russo contemporaneo, assolutamente non propenso a scendere a compromessi letterari; i suoi romanzi Norma e Roman meritano indubbiamente di essere segnalati tra le sperimentazioni letterarie più radicali del XX sec. tanto quanto le opere nelle quali l'autore ha scavato dentro la natura stessa del linguaggio totalitario. Ma nel momento in cui tutti i possibili dividendi ne sono apparsi già estratti e la miniera d'oro e d'ispirazione si è esaurita, Sorokin ha indossato un'altra maschera ed è diventato autore di commedie sociali nel cui mirino vi sono non tanto l'assurdità del linguaggio quanto quella della vita, di certi governatori e di alcune debolezze umane di cui il regime putiniano è, tra l'altro, un'ottima fonte di materiale, specie per un satirico a caccia di personaggi di corruttori e oscurantisti ideologici che nella Russia odierna non possono certamente mancare.

Sarebbe una tentazione troppo avvincente classificare La giornata di un opričnik come un'autoparodia sensata, se l'autore stesso non trattasse con tanta serietà questa sua opera. Infatti meno di due anni dopo Sorokin edita sotto il titolo Il Cremlino di zucchero la ripresa dell'Opričnik: a gemellare i due libri, il comune luogo d'azione, la stessa tenacità nell'esplorazione di gettonatissimi autoclichè, lo stesso scontro (non certo privo di un suo fascino) tra arcaismi e futurologia, e l'ormai confessata assenza di doppi fondi e di riflessioni metafisiche. A quanto pare, una tale canonata di fuochi d’artificio al posto della fiamma della grande letteratura non esige neanche nessun interpretazione critica. Nell'arco di pochi anni un'inconfondibile scrittore avanguarista si è trasformato in uno showman letterario che grazie alla sua innegabile professionalità ha acquisito il notevole successo presso il grande pubblico (prova ne siano alti piazzamenti di ambedue libri in classifica delle vendite). È molto bravo a far ridere i suoi lettori; e non possiamo fare altro che aderire anche noi a questa oceano di applausi.

  • Commenti [0]

    Lasciare il commento