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Aleksandr Yusupov

LINOR GORALIK E IL FUOCO AMICO DEI RICORDI

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La scrittrice e giornalista Linor Goralik lancia PostPost.ru, portale web creato per raccogliere e pubblicare i ricordi degli utenti, che si presentano come brevi storie suddivise per sezioni tematiche. Goralik lo chiama "un ossessione personale", ma la moltitudine dei commenti ci fa capire che il progetto comincia a piacere. È in arrivo il catalogo dei ricordi anche in formato cartaceo.

Come tutti i siti web in voga che si rispettino, PostPost.ru attira per la sua bellezza. Si tratta, infatti, di un collage di letture poco impegnative, un nuovo passatempo, la cui comparsa è del tutto logica in un’epoca in cui i memoir sono talmente richiesti da essere scritti persino dai giovani. Storie senza inizio e senza fine, che si rifanno alla vita come tale che scorre troppo velocemente per permetterci di notare i dettagli; forse, leggendo gli episodi delle vite altrui che gli altri hanno voluto condividere, saremo anche noi più attenti? "Ogni ricordo è importante, e questo tema diverrà col tempo molto più significativo", afferma Linor Goralik in un’intervista rilasciata al portale Meduza qualche giorno dopo il lancio del progetto. 

"33 storie sui personaggi orribili delle fiabe russe", "203 storie sulla morte dei governatori nazionali", "101 storie sull’amore tra fratello e sorella", "53 storie sulle opere più terrificanti della letteratura russa", "66 storie sui lavori più strani"; è quasi impossibile non sprofondare nel mare infinito delle storie. Lo scettico che vi si vorrà tuffare noterà subito però che l’acqua di questo mare è poco salata; il formato delle storie brevi non permette, infatti, di percepire l’io interiore, di apprezzare il lessico, il linguaggio, il modo di esprimersi, l’accento; come i commenti sulla rete sociale, il portale PostPost, richiamato a offrire la massima libertà di espressione (e poi, che cosa può competere con i ricordi basati sull’intimità?), paradossalmente diventa calmo e tranquillo; forse perché il pubblico che scrive qui lo fa anche sui social e ha già assorbito quel tono neutro e spesso troppo ironico tipico della comunicazione elettronica.

Ma alla fine, ciò che ci interessa maggiormente è il contenuto, non la forma; PostPost, concepito come una biblioteca infinita di ricordi, è completamente privo di qualsiasi filtro di veridicità tranne uno: scrivere non è obbligatorio. In fin dei conti, siamo di fronte ad una nuova visione della quotidianità, ad un archivio colossale di storie curiose, il cui valore sicuramente crescerà tra qualche anno, quando le nuove generazioni vorranno andare oltre i ricordi di famiglia e chiedersi: "Ma come si stava in generale?". La risposta non è univoca ed è troppo vaga quanto la domanda; ma forse i ricordi raccolti da Goralik potranno resistere al tempo proprio perché non hanno nulla a che fare con la "grandezza" intesa come "monumentalità".

Che il passato sia reperibile con un clic, ce lo hanno già insegnato i creatori del portale Arzamas; voci, grafia, lingue inesistenti, biografie che rinascono grazie alle tecnologie. Finché il futuro resterà illeggibile, mentre il presente scorrerà in un attimo, non ci rimarrà altro che leggere il passato. È vero però che la memoria umana è tale da poter ricordare anche ciò che non è mai successo. Negli ultimi tempi ci ritroviamo sempre più spesso di fronte ad un passato che non è mai esistito, ma talmente bello, pulito e giusto, da non avere nessun motivo valido per non credere alla sua esistenza; a questo punto, ci vogliono tanti progetti come PostPost, privi di censura e ufficialità, per recuperare il passato, quello vero ma frammentato in quanto composto da moltissime singole realtà. 

(foto nella pagina principale: www.postpost.media)

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